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Sterlina, Bank of England verso svolta stile Fed

SOLDI

Toccata e fuga dai minimi a tre anni
Volatilità in aumento nell’ultimo mese sulla Sterlina che ha aggiornato i minimi a oltre tre anni rispetto al dollaro per poi risalire con decisione nelle ultime settimane ……

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grazie anche alle indicazioni confortanti arrivate dalla congiuntura britannica che hanno stemperato in parte le attese di un ulteriore sostengo monetario da parte della Banca centrale alla crescita. Il 9 luglio il pound è sceso fino a 1,4858 rispetto al dollaro, pari al minimo dal maggio 2010, confermando il trend negativo evidenziato da inizio anno complice anche la doppia bocciatura arrivata da Moody’s e Fitch che hanno tolto la tripla A al Regno Unito prendendo atto del deterioramento della situazione economica che ha portato il governo di Londra a rivedere le sue previsioni sui conti pubblici (slittato al 2017-2018 il punto di svolta con l’inizio della discesa del debito). La divisa britannica presenta un saldo 2013 decisamente negativo sia contro il biglietto verde (-5,3%) che verso l’euro (-6%). Per il pound il consensus Bloomberg vede un nuovo deprezzamento a 1,48 rispetto al dollaro Usa.

Pound in recupero grazie a positivi riscontri economici
La valuta d’oltremanica dai minimi toccati il 9 luglio ha imboccato un sentiero rialzista sostenuta soprattutto dalle confortanti indicazioni sull’andamento della congiuntura. Il solido progresso delle vendite al dettaglio di giugno (+2,2% annuo) ha fatto da apripista al dato sul Pil relativo al secondo trimestre che ha confermato le attese di accelerazione economica. La prima lettura ha infatti evidenziato un Prodotto interno lordo in progresso dell’1,4% su base annuale rispetto al +0,3% dell’indicazione precedente. Su base trimestrale è stata registrata una crescita dello 0,6% dal +0,3% del primo trimestre.

La nuova BoE di Carney verso una svolta stile Fed
Il mese di luglio ha visto l’importante debutto di Mark Carney alla guida della Bank of England al posto di Mervyn King. La prima riunione presieduta dall’ex governatore della Bank of Canada ha visto la BoE confermare il costo del denaro allo 0,5%, livello a cui stazionano dal 2009, con il piano di acquisto asset fermo a 375 miliardi di sterline. Importante novità però nella strategia comunicativa con l’annuncio sui tassi per la prima volta accompagnato da un commento articolato. L’istituto centrale britannico ha osservato come i dati in arrivo negli ultimi due mesi sono stati sostanzialmente in linea con le prospettive centrali per la crescita economica e l’inflazione contenute nell’Inflation Report di maggio. Di contro il notevole aumento dei rendimenti di mercato degli ultimi tempi non risulta giustificato dai recenti sviluppi dell’economia nazionale “e potrebbe pesare sulle aspettative di crescita e inflazione”. L’inflazione, salita al 2,7% a maggio, secondo la BoE è destinata a salire ulteriormente nel breve termine, mentre “più in là nel tempo” dovrebbe scendere di nuovo sotto il target del 2%. Per il prossimo futuro il mercato si attende da Carney una svolta in stile Fed con l’indicazione di una guidance più precisa sui tassi di interesse.
Il consensus di mercato non vede all’orizzonte una mossa sui tassi nell’arco dei prossimi 12-18 mesi anche se diversi trimestri successivi di crescita del Pil potrebbero indurre la BoE ad anticipare il primo rialzo dei tassi.

 

Fonte: RBS

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