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Svizzera, isola felice dell’Europa con l’ausilio della banca centrale

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Economia rossocrociata in ottima salute  
La Svizzera si conferma una delle poche isole felici all’interno di un contesto europeo diffi cile che solo nel secondo trimestre dell’anno …


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ha visto l’area euro uscire dalla lunga recessione durata un anno e mezzo. Ripresa della domanda da parte dei principali partner europei che, se confermata nei prossimi trimestri, potrebbe fare da sponda al Paese rossocrociato sospingendone l’export. A settembre la bilancia commerciale della Svizzera ha evidenziato un surplus di 2,49 miliardi di franchi svizzeri, in rialzo rispetto agli 1,85 miliardi del mese precedente con le esportazioni del Paese elvetico cresciute del 2% rispetto ad agosto. Nella prima metà dell’anno l’economia svizzera si è conferma tra le più dinamiche dell’Europa mostrando un’espansione superiore al previsto. Nel secondo trimestre il prodotto interno lordo ha evidenziato un progresso del 2,1% annuo spingendo Zurigo ad apportare una revisione al rialzo delle stime per l’intero 2013. Le previsioni d’autunno della Segreteria di Stato dell’Economia (Seco) vedono quest’anno una crescita sostenuta al ritmo dell’1,8% rispetto al +1,4% stimato a giugno. Per il 2014, il Pil è visto mettere a segno un’ulteriore crescita su base più solida, realizzando un aumento del 2,3%. Revisione al rialzo delle stime anche da parte della Swiss National Bank (Snb) che ora vede una crescita compresa all’interno del range 1,5-2% quest’anno rispetto al +1/+1,5% indicato in precedenza. In particolare nella seconda metà dell’anno è atteso un aumento dell’export grazie al rafforzamento della domanda globale, in particolar modo da Stati Uniti ed Eurozona.

Buone indicazioni anche dal turismo
Prospettive molto positive confermate anche dalle previsioni Seco sul settore del turismo. Secondo il rapporto sul settore diffuso il 28 ottobre la domanda estera registrerà probabilmente una crescita molto marcata (+4,6%), mentre quella interna dovrebbe confermare la media di lungo periodo (+0,9%). Anche le prospettive per la stagione estiva 2014 sono molto promettenti (+2,3%). Un’importante sponda all’at-tività economica della confederazione è arrivata negli ultimi due anni dallo scudo offerto dalla banca centrale con la fi ssazione del cap (livello minimo tollerato) a 1,20 per il cross euro/franco svizzero. La divisa rossocrociata negli ultimi mesi ha visto allentarsi le pressioni rialziste con la Snb che nell’ultimo anno non è mai dovuta intervenire per difendere il cap. Il 2013 si avvia ad essere il primo anno di discesa del Franco rispetto all’euro dal 2007 e il consensus Bloomberg vede il franco svizzero proseguire nel percorso di svalutazione portandosi a 1,29 chf tra 12 mesi rispetto agli 1,23 attuali.

Borsa di Zurigo in spolvero, Ubs frena
Saldo 2013 ampiamente positivo per la Borsa elvetica con l’indice Smi di Zurigo salito di oltre 20 punti percentuali da inizio anno (+26% negli ultimi 12 mesi) sovraperformando rispetto alle altre principali Borse europee. Tra le big del listino di Zurigo spicca il tonfo di settimana scorsa di Ubs che ha pagato i deboli riscontri arrivati dalla terza trimestrale. In particolare pesa l’ammissione che l’obiettivo di profi ttabilità al 2015 è a rischio a causa della richiesta da parte delle autorità regolatorie elvetiche di aumentare i requisiti di capitale per i rischi legati alle cause legali in corso. Il target di Roe (return on equity) al 15% nel 2015, ha rimarcato la prima banca elvetica, sarà ritardato di un almeno un anno se i regolatori non rimuoveranno la loro decisione.

Fonte: RBS


 

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