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TF: Platina fuori gioco nella scommessa sullo scandio

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Anche se nessuno ha commentato in 4 dei 5 articoli dedicati allo scandio, le visualizzazioni piuttosto elevate (in termini relativi si intende), mi spingono a dare un seguito…….

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Per tutti e 4 i lettori interessati (o forse erano solo due lettori che hanno visualizzato 2 volte gli articoli perché ne leggevano solo per mezzo per volta) vediamo dunque che novità ci sono e come procedono i titoli del settore. Prima che si creino degli equivoci lasciatemi dire che nel frattempo EMC Metals ha avuto la buona idea di cambiare il nome della compagnia in Scandium International Mining (solitamente non è una idea malvagia quella di associare il nome aziendale al metallo di riferimento, quando questo è uno solo, benché forse avrei preferito qualcosa tipo EMC Scandium, o roba così, cioè lasciando Scandium come “cognome” e non come “nome”, inoltre, al posto loro, per scaramanzia non avrei utilizzato il termine “mining” nella ragione sociale dato che di miniere attive ancora non ve n’é traccia e non è del tutto scontato arrivare a questo positivo esito finale).

Sono apparsi due articoli di Kaiser Bottomfish che spiegano elaboratissimamente i termini della faccenda, eccovi i link (leggibili gratuitamente perché sono scaduti i termini di restrizione alla lettura da parte dei non abbonati):

1) Platina’s Owendale scandium deposit attracts attention from Bloom’s Chinese scandium suppliers

2) EMC delivers robust PEA for Nyngan scandium mine

Per chi non comprende l’inglese e sta investendo su EMC e Platina, suggerisco di provare a capirci qualcosa con un traduttore cibernetico, perché quello che potrò fare io è soltanto riassumere superficialmente i termini del ragionamento. Iniziamo oggi a esaminare le riflessioni del primo articolo, dato che anche sintetizzando c’è troppa roba per un pezzo solo, e poi oggi è venerdì e vedo i miei due lettori un po’ affaticati.

Cominciamo dalle conclusioni: anche se in un primo tempo ero riottoso a concordare con lui, con il senno di poi vedo che Kaiser aveva ragione (d’altronde uno che si chiama Kaiser, che in tedesco vuol dire “imperatore”, non puoi aspettarti altrimenti). Sbagliato puntare su due cavalli (in quella che oltretutto dovrebbe essere una speculazione fatta con una porzione minuscola del proprio portafoglio, questo spero sia chiaro), poiché sebbene Platina Resources abbia indubitabilmente il deposito più grande e più concentrato di scandio al mondo, la compagnia difetta di tutti gli altri requisiti per poterci investire e soprattutto manca di ogni credibilità per potercisi fidare.

Quello che è accaduto infatti, è che gli accordi di intesa preliminare con partner cinesi di cui dicevamo qui, non solo non hanno avuto seguito, non solo la compagnia avrebbe dovuto rendere conto di come erano andate a finire le trattative invece non ha più spiccicato mezza parola in proposito, ma pare addirittura che gli annunci fossero ingannevoli ed equivoci fin dal primo momento, dato che laddove lasciavano intendere che le trattative riguardassero una possibile fornitura annuale di minerale, a ben leggere l’aggettivo “annuale” non era affatto specificato, e sembra si trattasse piuttosto della possibile fornitura di un (grosso) campione. Secondo Kaiser la Cina ha un diretto interesse nello scandio sia perché produce il 45% della produzione mondiale di alluminio (e lo scandio serve principalmente a creare leghe di alluminio e scandio), sia perché esse deve ancora costruire larghi tratti della rete elettrica nazionale (uno dei mercati di sbocco dello scandio). Tuttavia l’idea che si è fatto Kaiser è che dietro i due partner cinesi ci fosse la stessa Bloom Energy, la corporation americana che risulta essere il principale futuro consumatore al mondo (inteso come singola società) di scandio per le sue Bloom Boxes (non ripeterò qui la storia di Bloom Energy, ma negli articoli vecchi la avevo sintetizzata se non ricordo male). Già dal 2011 infatti, uno dei due colossi cinesi, Hunan Oriental Scandium (HNOSC per gli amici), è fornitore di scandio di Bloom Energy, sulla base di un contratto da 60 milioni di dollari, che dovrebbero corrispondere a qualcosa come 3o tonnellate (ma non s capisce su quale arco temporale). HNOSC dichiarava nel 2013 di poter produrre 15 tonnellate all’anno di ossido di scandio (dal trattamento di acque reflue derivanti dal processamento di titanio) e questo suo aver cercato un accordo con Platina significherebbe, secondo Kaiser, che la compagnia non può scalare al rialzo il suo output di scandio dalla sua attività tradizionale e deve necessariamente cercare una nuova fonte di approvvigionamento, fonte che, come vedremo, secondo Kaiser sarà con ogni probabilità EMC Metals/Scandium International Mining.

ufo di scandio?

L’immagine di copertina di Hunan Oriental Scandium ci ricorda che questo pregiato elemento è anche indispensabile nella costruzione di dischi volanti, come confermato da fonti molto attendibili (alcuni contattisti e altri simpatici informatori “abducted” dagli alieni). Il motto degli alieni pare sia: “no scandium, no cosmic party“.

E dovrà farlo presto perché secondo Kaiser già durante il 2015 il fabbisogno della sola Bloom Energy supererà le 15 tonnellate di capacità di HNOSC. Che lo scandio che HNOSC pensava di procurarsi da Platina fosse destinato proprio a Bloom Energy si evincerebbe dal fatto che nel verbale di intesa preliminare si parlava di metallo puro al 99,9% quando lo scandio destinato a formare leghe con alluminio (per uso domestico cinese ad esempio) basta che sia puro al 98%.

Talmente è vitale lo scandio per Bloom Energy, che viene da chiedersi per quale ragione al mondo una corporation statunitense voglia mettere in mezzo alle trattative delle società cinesi (per di più partecipate direttamente dal governo o da altre compagnie di stato), anziché trattare direttamente con la piccola compagnia australiana Platina, o magari comprarsene una quota di maggioranza e saltare tutti i passaggi. Una volta infatti che il minerale venisse spedito in Cina per poterne raffinare scandio metallico, il scandio556rischio che qualcosa vada storto e lo scandio non prenda più il volo per gli Stati Uniti è da prendere in considerazione (già la Cina, da qualche anno, ha posto ad esempio restrizioni alle esportazioni di tutte quante le terre rare, di cui lo scandio è parente stretto, figurarsi cosa potrebbe accadere il giorno che alla Cina venissero imposte sanzioni come oggi accade alla Russia…). E per Bloom Energy un blocco delle forniture significherebbe la rovina, l’impossibilità a realizzare le sue Boxes, George Clooney direbbe “no scandium, no party“. Secondo Kaiser la risposta è che Bloom abbia già individuato come fornitore preferenziale e con maggiori chance di successo Scandium International, e voglia soltanto verificare la capacità massima di azione di un fornitore extra. Platina è una compagnia esploratrice che ha definito un (ottimo) deposito, ma non ha ancora svolto alcuna ricerca seria sulla metallurgia e sui processi necessari per ottenere lo scandio (o per lo meno un concentrato al 95% di ossido di scandio), meno che mai pare avere le competenze per arrivare addirittura a costruire e finanziare una miniera vera e propria (semmai fanno aumenti di capitale praticamente coercitivi, per poter continuare a pagare 400.000$ l’anno al CEO), e Bloom non essendo minimamente interessata a cambiare mestiere ha capito che l’unico modo di ambire a ottenere lo scandio di Owendale era quello di sollecitare un diretto intervento del suo partner cinese. Unica altra opzione, ma questa non dipende da Bloom, sarebbe stato che Platina si fondesse con Metallica Resources, l’altra compagnia australiana che ha un pessimo deposito di scandio e che però ha sviluppato un discreto know how su come produrre scandio concentrato (ma è da verificare se le procedure per ricavare scandio concentrato dal minerale di Lucknow siano applicabili anche al minerale di Owendale). A Metallica la stessa Bloom ha offerto un accordo di fornitura nel 2012, si è impegnata cioè ad acquisire un certo quantitativo annuo di scandio da Metallica, il giorno che questa glielo potesse fornire, ma questo non ha cambiato molto le cose per Metallica (perché quello di cui essa avrebbe avuto bisogno sarebbe stato semmai il finanziamento dei 600 milioni di dollari necessari alla costruzione di una miniera a Lucknow/SCONI, magari in cambio di una quota azionaria o nella miniera stessa), ed il suo deposito troppo marginalmente economico per risultare una alternativa credibile a Nyngan o Owendale è rimasto da allora in stand-by.

EMC costa meno

Ora a quanto pare sono trascorsi i termini entro cui i verbali di intesa preliminare avrebbero dovuto essere concretizzati, ma occorre tenere presente che, anche se uno di essi venisse resuscitato e Platina trovasse il modo di imbarcare il suo minerale grezzo direttamente verso la Cina, in uno scenario simile il partner cinese sarebbe disposto a pagare una piccola percentuale del valore dello scandio contenuto ed è tutto da verificare se a questi termini ci possa essere un qualche profitto per Platina. Secondo Kaiser proprio alla luce di queste prospettive di guadagno incerte ed ai rischi elevati (Platina avrebbe comunque dovuto occuparsi lei di estrarre qualcosa da 40 fino forse a 90 mila tonnellate di minerale e poi alzarne alla belle meglio la concentrazione, cosa che non è possibile prevedere con esattezza quanto possa venire a costare e neppure se per poterlo fare si possa fare a meno di un permesso minerario, essendo forse superati i limiti di semplici prelievi di campioni), Platina ha dovuto tirarsi indietro davanti alle offerte di HNOSC e Honfine nei tre mesi di tempo per esaminarle. O forse Platina non era in grado neppure di upgradare la concentrazione del minerale di Owendale da 384 grammi per tonnellata ad un chilo per tonnellata che richiedevano i cinesi, e sta ancora cercando la maniera di riuscirci. Comunque la si consideri Platina ha tutta l’aria di un cavallo perdente. Ed il fatto che non si sia degnata di fornire uno straccio di comunicato per spiegare la chiusura delle trattative la dice lunga sul rispetto per gli azionisti.

owendale location

La mia sintesi potrebbe essere la seguente: il mondo, con la Cina in prima fila, e Bloom Energy in particolare, hanno bisogno di più scandio di quello oggi reso disponibile come sotto-prodotto e materiale di recupero da varie fonti. Come è intuitivo l’offerta di un sotto-prodotto non aumenta all’aumentare della domanda e del prezzo, poiché dipende semmai dall’andamento della domanda e del prezzo del metallo principale che si produce nella miniera di cui è il sotto-prodotto. La capacità aggiuntiva di cui si avvertirà sempre di più il fabbisogno nei prossimi mesi ed anni dovrà derivare da un deposito primario di scandio. Difficilmente ci sarà posto per più di una nuova miniera di scandio, tuttavia, perché Nyngan o Owendale da sole sarebbero sufficienti a saziare una domanda aggiuntiva molto elevata (queste fonti primarie sì che sono scalabili, infatti, a differenza dei sotto-prodotti), se il secondo arrivato investisse nella sua miniera poi questo determinerebbe un crollo del prezzo dello scandio a danno di entrambi. Tutt’al più il primo a diventare un produttore primario di scandio, potrà in un secondo tempo acquisire un concorrente nel frattempo caduto in disgrazia, o anche solo il suo deposito, e sfruttare il proprio know how per produrre anche da quel deposito se davvero la domanda salirà oltre le più rosee aspettative, magari tra dieci anni. Due miniere nelle mani di un solo produttore non lo mettono a rischio di subire una guerra dei prezzi da se stesso. Sebbene Owendale sia un progetto più meritevole di Nyngan, esso è però in uno scandio557stadio molto meno avanzato di sviluppo (in una corsa contro il tempo dove il secondo arrivato soccombe) ed è nelle mani di una compagnia che non ha le necessarie doti per svilupparlo né per sviluppare al proprio interno il know how per processare il minerale e ricavarne del metallo, come se non bastasse è una compagnia che scialacqua denaro in progetti secondari e stipendi esagerati, diluendo a dismisura gli azionisti un aumento di capitale dopo l’altro e cercando di fomentare illusioni molto di più di quanto non dedichi energie per combinare qualcosa di concreto. Al contrario EMC Metals ha un progetto più avanzato e dentro ci lavora gente con le competenze per cavarne qualcosa di buono e per dare sufficienti garanzie a un partner come Bloom Energy che dovesse impegnarsi in una qualche forma di finanziamento o joint venture. Se oggi si vuole fare una speculazione sull’apprezzamento dello scandio, il titolo su cui puntare è uno solo dunque: International Scandium. L’idea di “diversificare” su due titoli, seppur giustificabile per la riduzione del rischio, perde di significato alla luce dei nuovi elementi negativi su Platina. La scommessa su Scandium Int. ovviamente non è priva di rischi, ma quanto meno la probabilità di indovinare il metallo ma sbagliare cavallo sono molto basse. Questo nonostante Platina Resources abbia un amministratore delegato talmente bravo che ha ritenuto giusto pagarlo 400.000 dollari l’anno e che quindi magari saprà cavare fuori qualche coniglio dal cappello o qualche effetto speciale per far compiere qualche nuova fiammata al titolo…

Il fatto che Platina Resources sia (a giudizio di Kaiser) un brocco, non significa però che Scandium International Mining sia un purosangue. Ma di questo magari ci occuperemo in una prossima puntata.

N.B.: le opinioni espresse dall’autore non costituiscono raccomandazioni di investimento (né di disinvestimento).

 
Autore: Giuseppe Trucco

Fonte: truccofinanza.it

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