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Un buon livello di entrata per Rio Alto Mining, seconda parte

Non avevo fatto a tempo di finire la frase che 2,5 dollari fosse un buon livello di entrata che … ZACK!… il titolo ha pensato bene di scendere un altro pò, ma pazienza, perseveriamo!……….

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Articolo di Giuseppe Trucco – truccofinanza.it


Ero indeciso se pubblicare la seconda parte dell’articolo (qui la prima, vedi link), dal momento che sono stato contattato dal management della compagnia che mi ha fatto una generosa offerta a patto di NON pubblicare la seconda parte! E’ infatti ormai risaputo nel settore minerario che le recensioni di TF portano sfiga, e se la prima parte dell’articolo da sola ha già fatto danni per quasi il 20%, i nostri amici non avevano il coraggio di scoprire cosa sarebbe successo dopo la seconda parte. (Scherzavo ovviamente… ciò sul fatto che mi abbiano contattato, non sul fatto della sfiga…).

Onde nuocere il meno possibile alla compagnia ed ai suoi azionisti (tra cui il sottoscritto) cerchiamo di sintetizzare.

Avevamo lasciato il discorso in sospeso con Rio Alto Mining ed il suo ottimo management, senza ancora parlare dell’asso nella manica della compagnia, che è la Fase 2 a La Arena.

La Arena infatti è un progetto double face, se mi permettete questa dicitura. Oggi la compagnia sta estraendo e processando minerale ossidato da cui ricava oro. A fronte di un investimento oggi stimato in circa 200-250 milioni di dollari potrà invece dotarsi delle infrastrutture necessarie per sfruttare i minerali solforati di cui dispone cospicue riserve. Entro il primo trimestre 2014 è atteso lo studio di fattibilità economica da cui sarà possibile comprendere meglio i dettagli, ma sostanzialmente è legittimo ipotizzare che la nuova produzione sarà molto meno low-cost e tuttavia con 40 anni di riserve già definite.

I sulphides presenti nelle riserve P&P sono infatti 268 milioni di tonnellate con 0,24 grammi per tonnellata d’oro e lo 0,33% di rame. Benché le gradazioni siano bassine, si tratta all’incirca di 2 milioni di once d’oro presenti e 2 miliardi di libbre di rame. Ne verrebbero prodotte (al ritmo di 18000 tonnellate di minerale processate al giorno) 40.000 once d’oro e 50 milioni di libbre di rame annue a partire da fine 2016 o inizio 2017 per i successivi 41 anni (metà se si raddoppiasse la produzione a 36000 tonnellate al giorno in una eventuale “fase 3″). black logoSe la Fase 2 avverrà mentre nuove riserve di oxides nel frattempo definite permetteranno di continuare a produrre al ritmo attuale, allora Rio Alto diventerà una compagnia aurifera da 350.000 once d’oro equivalenti annue. Qualora la produzione di 200.000 once d’oro annue dovesse effettivamente cessare (o quando ciò si verificherà) a quel punto Rio Alto si trasformerebbe in un produttore primario di rame (salvo novità dal fronte acquisizioni). E’ difficile attribuire un valore alla fase 2 di La Arena, poiché ancora non è dato sapere la profittabilità del progetto, ma certamente questo rende Rio Alto maggiormente in grado di beneficiare dagli eventuali rialzi del prezzo di oro e rame. Il management mantiene un basso profilo ma contemporaneamente ha lasciato intendere che è fiducioso sul potenziale della Fase 2, al contrario il mercato sta trattando questo progetto non come un asset, bensì come una liability, cioè un disvalore, nel senso che se Rio Alto non avesse le riserve di sulphides probabilmente varrebbe di più, e non di meno di quanto vale ora. Ci può essere una qualche logica in questo ragionamento, nel senso che per mettere la fase 2 in produzione la compagnia potrebbe dover diluire gli azionisti con aumenti di capitale, oppure contrarre debiti e divenire più rischiosa, oppure destinare i prossimi anni di utili verso il finanziamento della fase 2 anziché in dividendi (ed in effetti molte altre compagnie cercano di crescere a tutti i costi a scapito della creazione di valore per gli azionisti). Tuttavia io ritengo che questa logica sia sbagliata in questo caso e soprattutto confido che Rio Alto saprà rendersi conto se lo sviluppo della Fase 2 sia o non sia economicamente opportuno, e nel secondo caso, cioè nel peggiore scenario, si potrebbe astenere dal metterlo in produzione. In un simile scenario, a mio avviso, la compagnia sarebbe oggi comunque correttamente valutata (rispetto alla media del settore, sottovalutata rispetto all’oro al prezzo corrente).

Ad ogni modo La Arena non è l’unico deposito presente all’interno del distretto di 26.000 ettari posseduto da Rio Alto. Interessanti target di esplorazione sono già stati individuati in La Colorada, Agua Blanca, San Andres, eccetera. E neppure il land package di La Arena è l’unico in cui la compagnia fa esplorazione: sono in corso joint ventures su progetti esplorativi svolti al fianco di piccole compagnie esploratrici quali Duran Ventures e Santa Barbara Resources, ma nell’economia di una compagnia che capitalizza 400 milioni di dollari, questi sono effettivamente aspetti trascurabili (sono JV che possono fare la differenza per i partner che sono microcap, non per Rio Alto).

Con un poco di pazienza e un pò di aiuto da parte del prezzo del metallo giallo, credo che questo titolo possa dare soddisfazioni agli azionisti, e sto approfittando dei presenti livelli per accumulare, ma ci tengo a sottolineare che è un titolo anche abbastanza speculativo. Le cose potrebbero andare anche molto male e procurare perdite anche a chi comprasse a questi livelli depressi sui 2 dollari, chi non ama il rischio forse farebbe meglio a puntare su titoli più “facili”.

 

Fonte: truccofinanza.it

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