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UT: Analisi Intermarket: le nuove correlazioni

SOLDI

I mercati cambiano e le correlazioni intermarket, da sempre supporto fondamentale della nostra quotidiana attività di ricerca e di trading, non sono eterne….

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Se, difatti, il BUND mantiene inalterata la sua figura di bene rifugio per eccellenza, continuando ad attrarre la liquidità in fuga dal rischio (azioni, commodities…), lo stesso non si può dire per le commodity currencies e il cambio EURUSD che sembrano aver decisamente invertito la precedente correlazione diretta in essere con i mercati azionari.

A riprova di quanto sopra, si osservi il grafico sottostante, che riporta in scala percentuale il confronto fra l’andamento dell’indice azionario DAX (linea blu…) contro quello del cambio AUDUSD (linea verde…), decisamente una delle commodity currencies più importanti.

Se dal 2012 io poi è più che evidente la simemtria che guida l’andamento delle rispettive quotazioni, con massimi e minimi relativi “riflessi” perfettamente, da maggio 2013 si nota un deciso disallineamento dei corsi, con il DAX giunto a segnare nuovi massimi storici e, viceversa, l’aussie precipitato ben al disotto di importanti riferimenti tecnici di lungo termine.

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Lo stesso ragionamento, fidatevi, vale per il cambio EURUSD, anch’esso in passato direttamente correlato all’andamento del DAX e dei mercati azionari in generali, ed oggi relegato ad un ruolo di semplice gragario di fronte alla forza di un super dollaro che sembra aver ripristinato l’antico adagio “DOLLARO FORTE = BORSE FORTI”.

L’andamento dei mercati degli ultimi giorni sembra peraltro confermare in pieno quanto sopra, con l’euro che ha decisamente accelerato al rialzo mentre Piazza Affari & company scivolavano al ribasso a causa delle copiose vendite scattate sia per più che legittime “prese di beneficio” che per un quadro tecnico deterioratosi progressivamente.

A quanto pare, quindi, dovremo rivedere profondamente le nostre abitudini, capovolgendo le correlazioni in essere su EURUSD e preferendo il cambio USDJPY al dollaro australiano come valuta di riferimento “notturna”.

La sequenza logica che guiderà la nostra analisi intermarket mattutina sarà quindi da oggi (e fino a prova contraria…) la seguente:

1) USDJPY – se long positivo per i mercati azionari e del rischio in generale;

2) BUND – se short positivo per i mercati azionari e del rischio in generale;

3) DAX INDEX – indice azionario “leader” su cui basare le aspettative/prospettive per gli altri mercati azionari;

4) EURUSD – se short positivo per i mercati azionari e del rischio in generale.

In buona sostanza, e fotografando la situazione attuale, ne consegue uno scenario favorevole ad un recupero del BUND, con prosecuzione dell’indebolimento dei mercati azionari e, purtroppo, con un potenziale surriscaldamento del famigerato spread bund/btp.

USDJPY – SHORT da area 99.00

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Commento tecnico: la violazione della trendline rialzista di lungo termine, è avvenuta in perfetto sincronismo con la pausa/flessione scattata sui mercati azionari, a conferma del fatto che nellle fasi di “RISK OFF” lo yen recupera lo scettro di bene rifugio fra  le valute principali.

La correalzione è quindi molto forte e, sino a quando il cambio USDJPY si manterrà sotto la nuova trendline di resistenza dinamica in area 100, sarà opportuno approfittare di evemtuali recuperi come quello in corso per posizionarsi al ribasso. Da notare, ancora una volta, la presenza di una evidente divergenza ribassista ad anticipare il violento sell-off scattato sui massimi a 103.75 punti.

Operativamente attendiamo un pullback ribassista in area 99/99.30 per posizionarci aggressivamente al ribasso, con target potenziale in area 92.50 e stop-loss sopra 100.

BUND – attesa violazione area 144 per intervento long  

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Commento tecnico: a conferma del fatto che siamo in presenza di mercati azionari decisamente “bullish”, il BUND fa fatica ad invertire la dinamica ribassista in essere con area 144 che rappresenta il livello minimo da superare in chiusura per poter ipotizzare l’avvio di una decisa fase di spostamento della liquidità verso questo importantissimo bene rifugio.

Anche in questo caso il movimento di recupero partito sui minimi in area 143 è stato anticipato da una divergenza rialzista ma, per il momento, si è tradotto solo in un rimbalzo tecnico.

Operativamente consigliamo di attendere una chiusura sopra area 144 prima di intervenire in acquisto, mentre l’ventuale violazione di area 143 ridarebbe respiro alla dinamica rialzista su Piazza Affari & company.

DAX INDEX – atteso pullback in area 8.400

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Commento tecnico: continua la fase “digestiva” in essere sul DAX, che sta smaltendo gli eccessi della sbornia rialzista in essere oramai da mesi. Prese di beneficio e realizzi tecnici sembrano le uniche motivazioni logiche per le vendite scattate alcuni giorni orsono e il violento recupero seguito ne è la più evidente testimonianza.

Il giocattolo non si è rotto, per ora, e finchè il BUND continuerà a rimanere poco tonico ogni eccesso di ribasso (ipervenduto) sul DAX andrà sfruttato per rapidi interventi in acquisto.

Dal punto di vista tecnico, area 8.400 (resistenza dinamica) e area 8.100 (supporto dinamico) sono i livelli da monitorare con attenzione nelle prossime ore, soprattutto se, come reputiamo più che probabile, una eventuale violazione degli stessi troverà il BUND alle prese con livelli tecnici parimenti fondamentali.

EURUSD – LONG da area 1.3050 – attenzione all’ipercomprato

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Commento tecnico: il violento breakout rialzista di area 1.3050, avvenuto in perfetto sicronismo con la prima ondata ribassista scattata sui mercati azioanri, ha sancito definitivamente l’inversione della correlazione fra euro e listini azionari, con il dollaro che sembra essersi riappropriato dello storico ruolo di moneta forte.

Tecnicamente osserviamo proprio in questi minuti l’importante test di area 1.3175, supporto dinamico di breve che potrebbe essere violato permettendo agli oscillatori di scaricare l’evidente situazione di ipercomprato accumulatasi.

Dal punto di vista tecnico, però, l’euro ha violato una importante resistenza dinamica di lungo termine e dovrebbe quindi percorrere questa direzione nei giorni a venire. La debolezza sembra quindi un’opportunità per comprare, almeno fino a quando area 1.29, supporto strategico da utilizzare come stop & reverse di lungo termine, continuerà a tenere con precisione.   

In conclusione, detto dei cambi nelle correlazioni e dell’inserimento del cambio USDJPY nel nostro paccheto di strumenti finanziari a supporto dell’analisi intermarket, non ci resta che constatare una fase di sostanziale lateralità sui mercati, con il BUND che sembra più di tutti la variabile capace di fornirci le giuste indicazioni operative a breve termine…

 

Pietro Paciello

Asset Manager & Chief Analyst
UPTREND ADVISORY Srl

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