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UT: Dax in range, voglia di volare per Ftse-Mib

Ci siamo già dilungati, in passato, sulla più che promettente configurazione tecnico-grafica di Piazza Affari che, se le acque si calmassero sia sul fronte internazionale (Siria), sia sul fronte interno (tenuta del governo), sarebbe pronta ad aggiudicarsi il titolo di indice azionario più promettente nel prossimo futuro…..

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Una eventuale chiusura mensile del FTSE MIB sopra area 17.250 (grafico sotto) aprirebbe infatti la strada a una evidente fase di rialzo, con area 20.000 che (“se la storia si ripete…”) potrebbe essere solo un primo ostacolo verso obiettivi più ambiziosi.

Dalle premesse di cui sopra verrebbe naturale cedere all’entusiasmo ma, purtroppo, le problematiche esposte appaiono ben lontane da una soluzione e, a quanto pare, ci toccherà convivere con mercati ballerini ancora per diverso tempo in attesa che si verifichi un “momento magico”.

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Anche l’analisi intermarket conferma questo quadro, con il dollaro Usa saldamente inserito in un contesto rialzista e pronto a rimbalzare con decisione ogni qualvolta sembra ne venga messa in discussione la leadership. Quanto al BUND, sembra aver perso appeal a favore di una deciso ritorno della propensione al rischio di cui mercati azionari, commodities e materie sembrano pronti a beneficiare. 

USDJPY

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Commento tecnico: nonostante un attacco ribassista abbastanza deciso, il cambio USDJPY resiste alla pressione dei venditori e chiude la settimana mantenendosi “millimetricamente” al di sopra del supporto da una ex area di resistenza di importanza strategica. Un pull-back da manuale quindi, con la forza dei compratori che si è ripresentata puntualmente non appena la fase di debolezza in atto ha sfiorato livelli di prezzo dove sarebbe potuta scattare una pericolosa fase di inversione.

Operativamente il dollaro rimane quindi ancora in una fase di RISK ON, mantenendosi ben al di sopra dell’importantissimo supporto in area 96.50, alla cui eventuale violazione scatterebbero decisi flussi di vendita dovuti all’inversione di precedenti posizioni rialziste (STOP & REVERSE).

BUND

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Commento tecnico: la grafica non aiuta la rappresentazione dell’attuale fase tecnica del BUND, stante la scadenza del precedente contratto trimestrale di riferimento a cui, per ora, non è seguita la prevista applicazione dei fattori di rettifica utili a “normalizzare” l’andamento dei prezzi sui nostri grafici.

Ciononostante, il BUND conferma un atteggiamento neutrale-ribassista e non appare nelle condizione di attrarre decisi flussi di compratori. Il rimbalzo attuale, peraltro, va strettamente legato alle parole di Draghi che, confermando un pieno sostegno all’economia europea attraverso iniezioni di liquidità senza limiti, ha allontanato il rischio di un aumento dei tassi, ossia di nuove emissioni più convenienti di quelle attuali.

Si spiegano così le insolite fasi di rafforzamento del Bund a cui abbiamo assistito in settimana in perfetto sincronismo di fasi di rialzo dei listini azionari europei, fenomeno altrimenti ingiustificabile sia a livello logico che tecnico-grafico.

Operativamente, ai livelli attuali, non appare consigliabile posizionarsi al ribasso, mentre l’eventuale violazione di area 140.75, prima resistenza dinamica degna di nota, ripristinerebbe un clima di prudenza sui mercati che potrebbe portare al raggiungimento di area 142…”.

DAX

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Commento tecnico: come già rilevato, anche questa volta il DAX trova in area 8.100 un supporto particolarmente valido, capace di respingere le folate ribassiste che si sono susseguite nella passata settimana borsistica risultata decisamente volatile e caotica

Operativamente rimaniamo in un contesto di “trading-range” con area 8.400, importante resistenza dinamica di lungo termine, a frenare il ritorno a una decisa fase di RISK ON.

Al ribasso, area 8.000 acquisisce importanza strategica sia come supporto psicologico che tecnico, visto che rappresenta il supporto dinamico in essere da aprile che, se violato, genererebbe una decisa ondata di vendite sul mercato.

A quanto pare, quindi, uno scenario tecnico molto simile a quello del cambio USD/JPY, legato al DAX da una correlazione diretta che appare sempre più solida ed evidente.

EURUSD

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Commento tecnico: il fatto che il mercato sia attualmente “dollaro-centrico” è palesemente dimostrato dall’andamento dello stesso contro euro, con la recente fase ribassista (RISK ON) rimessa in discussione ma non annullata dal recupero cui abbiamo assistito nella seduta di venerdì.

Operativamente quella odierna appare una seduta cruciale con i cambi EURUSD e USDJPY che “casualmente e in perfetto sincronismo” si apprestano a testare rispettivamente una resistenza ed un supporto strategici. Peraltro, la passata settimana indicavamo in area 1.31 un livello target della dinamica ribassista in atto e, a giudicare dalla reazione seguita al raggiungimento di tale livello.

Non ci resta quindi che ribadirne la validità riportandone i tratti salienti: “…operativamente individuiamo in area 1.3100 un primo importante obiettivo ribassista di breve (50% Fibonacci…), dove potrebbero scattare buone prese di beneficio. Un’eventuale violazione di questo supporto, viceversa, scatenerà uno scenario fortemente “bear” per l’euro, con area 1.30 e successivamente 1.275 tutt’altro che irraggiungibili…”.

CONCLUSIONI

A quanto pare l’analisi intermarket e le relative correlazioni sono davvero materia affascinate e degna di considerazione, in quanto ci trasferiscono indicazioni determinanti nel tracciare uno scenario tecnico-operativo utili a spostare a nostro favore l’ago della bilancia della nostra quotidiana attività di investimento.

Il sincronismo in essere fra le diverse variabili e la contestualità con cui si raggiungono livelli chiave su grafici riconducibili a strumenti finanziari apparentemente decorrelati a volte appare sorprendente e merita sicuramente ulteriori approfondimenti.
Pietro Paciello

Asset Manager & Chief Analyst
UPTREND ADVISORY Srl

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