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UT: Ftse Mib ancora in trappola

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Anche questa settimana rispetta il solito copione: apparente indebolimento dei listini azionari, dollaro in leggera flessione, BUND all’apparenza molto tonico e poi, dopo una/due sedute da cui sembrerebbe trasparire l’ipotesi di un ipotetico cambio di scenario, …….

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tutto ritorna come prima e i listini azionari si mettono  a recitare la parte del leone.

Certo non si vedono più escursioni profondissime in termini assoluti e i nuovi massimi storici sono sempre più vicini ai precedenti ma, se non fosse per il fatto che siamo trend followers per scelta convinta, ci sarebbe davvero da annoiarsi di fronte a un mercato azionario che sembra aver sparato gran parte delle sue cartucce.

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Eppure, a livello di indice italiano, area 20.300/20.500 è lì che attrae i compratori come una calamita e sembra pronta a essere raggiunta durante il solito tormentone operativo del “rally di fine anno”.

Quanto alla nostra “bussola dei mercati”, ossia l’analisi intermarket, come visibile sul grafico a seguire tutto è perfettamente coerente, con i grafici giornalieri che evidenziano il forte legame fra USDJPY e DAX in un senso e BUND ed EURUSD dall’altro. Tutto perfettamente allineato e noiosamente coerente, purtroppo…

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Quanto al FTSE MIB, è ancora intrappolato in un trading-range compreso fra il supporto dinamico a 18.500 punti e la resistenza statica a 19.500: se non si esce da questa empasse tecnica difficile trovare spunti operativi degni di nota e quindi, anche qui, trading-range!

USDJPY

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Commento tecnico: a testimonianza della ritrovata competitività del biglietto verde, il cambio USDJPY ha violato in settimana l’importantissima resistenza dinamica in area 99.80, innescando una nuova gamba rialzista che potrebbe spingerlo ben oltre la soglia psicologica dei 100 punti. Il pull back appena avvenuto in area 99.75 rappresenta apparentemente un’ottima occasione per inserirsi in posizione rialzista. Pericolo di inversione ribassista solo in caso di decisa violazione al ribasso di area 98.80 (evento al momento abbastanza improbabile…), cui seguirebbe un nuovo test del supporto strategico di lunghissimo termine a 97.70 punti, baluardo invalicabile della fase RISK ON in essere su USDJPY.

BUND

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Commento tecnico: il BUND mostra il fianco alla evidente fase di RISK ON in essere sui mercati e, dopo aver vissuto una settimana da leoni a causa dei benefici effetti riconducibili all’intervento di Draghi, rientra nei ranghi e si prepara a testare l’importantissimo supporto dinamico a 140.90 punti. L’eventuale violazione di questo supporto negherebbe lo scenario rialzista in corso e potrebbe portare ad una decisa correzione verso area 139.75, supporto dinamico attorno al quale potrebbe riaccendersi l’interesse degi compratori.

DAX

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Commento tecnico: il DAX corregge lievemente e disegna una interessante figura di “divergenza ribassista”: CHE SIA IL PRIMO SEGNALE DI UNA PROSSIMA FASE DI INVERSIONE? Difficile a dirsi, anche perché i primi supporti dinamici in area 9.100 e 9.050 in rapida successione non sono stati minimamente intaccati, ragion per cui il contesto attuale va ancora inquadrato come semplice fase correttiva da ipercomprato. Si sale e basta, con obiettivi rialzisti difficili da misurare stante il fatto che siamo sui massimi storici, mentre al ribasso si può individuare in area 9.000/9.050 un supporto psicologico e tecnico da monitorare con attenzione.

EURUSD

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Commento tecnico: la violazione di area 1.3450 ha sancito il definitivo abbandono della tendenza rialzista di lungo termine da parte dell’euro e l’attuale recupero giunto in prossimità di area 1.3550 rappresenta ancora una potenziale figura di “pull back ribassista”.

Qualora tale scenario ribassista si concretizzasse, consiglieremmo di prestare attenzione ad area 1.33, livello statico di particolare importanza in quanto rappresentativo di un ritracciamento complessivo del 50% (FIBONACCI…) del movimento rialzista precedente. Peraltro, tale livello ha frenato “chirurgicamente” la slavina ribassista partita dopo le parole di Draghi, confermando ancora una volta la validità di questa antica ma affidabilissima tecnica di misurazione e identificazione di livelli di ritracciamento.

CONCLUSIONI

Il contesto attuale rimane palesemente RISK ON e, se non fosse per la stanchezza che inizia ad accompagnare l’incessante ascesa dei mercati azionari e del biglietto verde, non ci sarebbe alcun motivo per dubitare del contesto intermarket complessivo.

Allo stato attuale, però, è evidente che soprattutto la variabile biglietto verde è giunta in prossimità di livelli davvero critici, ragione per cui riteniamo che nelle prossime ore saranno più le valute che altri strumenti finanziari a fornirci valide indicazioni.

Particolare attenzione merita il cambio EURUSD, alle prese con un perfetto pull back ribassista che, se dovesse fallire, scompaginerebbe del tutto il contesto attuale a tutto vantaggio di una fase decisamente meno favorevole al rischio…

 

Pietro Paciello

Asset Manager & Chief Analyst

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